Attualità - 31 agosto 2017, 20:05

Crisi Mondomarine, appoggio di Comune e Regione per scongiurare la chiusura dell'azienda

Questo pomeriggio si è svolta l'assemblea pubblica dei lavoratori di Mondomarine nella Sala Rossa del Comune di Savona

Crisi Mondomarine, appoggio di Comune e Regione per scongiurare la chiusura dell'azienda

Questo pomeriggio, dalle ore 17.30 in una sala Rossa gremita per la presenza di lavoratori e cittadini, Luca Valente e Paola Facchino dipendenti e membri RSU hanno spiegato, grazie a una assemblea pubblica, la difficile situazione di Mondomarine, il 5 ottobre scade il concordato preventivo e circa 600 persone rischiano il posto di lavoro.

Prima dell'assemblea il Sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, il Vice Sindaco Massimo Arecco e Alberto Pellissone, Dirigente dell'Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Liguria, hanno ricevuto una delegazione delle rappresentanze sindacali di Mondomarine e Arecco in seguito ha aperto l'incontro confermando l'alto livello di attenzione nei riguardi della vicenda, come già manifestato in altri incontri precedenti in Comune e in Regione e come espresso anche in sede di Consiglio Comunale nella seduta del 12 giugno scorso, dove è stata approvata una mozione in favore dei lavoratori.

"Lavoreremo insieme, il ruolo delle Istituzioni è anche quello di difendere le eccellenze del lavoro - dice Massimo Arecco - Savona non si può permettere di perdere un alto numero di lavoratori di questo tipo. Un anno fa ci sembrava una realtà in grossa espansione, ci dicevano di aver bisogno poi quattro medi mi hanno detto della crisi di Mondomarine. Stiamo seguendo l'esigenza con il Comune e con la Regione, vogliamo capire che cosa vuole la proprietà".

Entro il 5 ottobre scade il concordato preventivo, finiscono i 90 giorni dati dal Tribunale di Savona all'azienda per risolvere le sue inadempienze finanziarie e Luca Valente, elettricista e membro della RSU ha voluto spiegare tutta la cronistoria degli eventi occorsi: "Tra il 2016 e il 2017 sono circa 40 i dipendenti rimasti senza lavoro, il management ha proclamato a fine febbraio lo stato di crisi e i i pagamenti e i lavori si sono fermati. I vertici aziendali ci hanno detto che tutto questo è stato creato da una crisi finanziaria e di liquidità che non permetteva di pagare i fornitori e quindi di assicurare il completamento delle commesse in fase di costruzione (si sono persi 60m., un 54m. e a fine agosto un 40m.), a aprile è stata ufficializzata la crisi e istituita la cassa integrazione".

"Abbiamo ricevuto l'appoggio -continua Valente - dei sindacati e delle Istituzioni oltre che dalla Regione dove siamo stati ricevuti e siamo andati in Autorità Portuale, dal Prefetto e abbiamo manifestato davanti all'entrata. Non molliamo.Il cantiere è nuovo perchè è stato manutenzionato e ingrandito, ci sono tutte le carte in regola, ci aspettiamo che qualcuno prosegua questa attività".

"Il 5 ottobre si decide la sorte di un'azienda storica che ha portato il nome di Savona nel mondo - dice Paola Facchino, dipendente e membro RSU, ci siamo accordati per istituire un tavolo permanente, abbiamo bisogno di garanzie, che i posti di lavoro in essere con un nuovo acquirente non debbano essere persi.

Questo disastro non è stato progettato, spero, ma è stato messo in atto". All'assemblea ha voluto intervenire anche l'onorevole Anna Giacobbe che si è unita al coro di solidarietà: " Tutto ciò dipende purtroppo dalla scelta di un'impresa, solo le persone che lavorano difendono il lavoro e voi lo state facendo. Il momento è complicato ma questa testimonianza di vicinanza si tratta di un piccolo strumento per trovare una soluzione".

Dello stesso avviso il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Melis: "Dalle istituzioni – Comune e Regione in testa – ci attendiamo impegni concreti a tutela dei 61 lavoratori di Mondomarine e di altrettante famiglie, e a salvaguardia dell'intero indotto. L’azienda rappresenta un’eccellenza ultradecennale nel campo della cantieristica nautica che il territorio non può permettersi di disperdere. Oggi siamo venuti qui per confrontarci con il lavoratori, ascoltare la loro voce e siamo pronti a fare la nostra parte per portare le loro istanze sul tavolo regionale. Ora sarà necessario ottenere un confronto con la proprietà attuale per capire quali siano le loro intenzioni".

Luciano Parodi

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