Anche il caso del "Re Carciofo" fa litigare Albenga e Alassio. Il confronto tra le due città si è acceso intorno alla struttura esterna della "Cantina" del centro ingauno, e i due primi cittadini non hanno risparmiato reciproche stoccate. Lo spazio dehors del locale non rispetterebbe le nuove normative comunali e dovrebbe essere demolito; da qui il dibattito tra sostenitori della legalità e chi invoca flessibilità per attività di pregio.
A gettare benzina sul fuoco è intervenuto il sindaco di Alassio, Marco Melgrati, che sui social ha criticato apertamente la gestione del caso da parte dell'amministrazione confinante: "È incredibile che il Comune di Albenga non trovi una soluzione per preservare una struttura comunque autorizzata, che rappresenta un'eccellenza e un patrimonio per l'intera città, oltre che un presidio di qualità per il centro storico".
La replica del sindaco ingauno Riccardo Tomatis non si è fatta attendere, trasformando la questione in un confronto sull'attrattività delle due città: "Mi pare che Albenga e il suo centro storico stiano vivendo anni di crescita, a differenza di quanto accade altrove. I giovani che frequentavano Alassio oggi si spostano nel nostro centro storico, diventato un fiore all'occhiello e punto di riferimento per turisti e residenti del comprensorio".
Sul futuro specifico del dehors della "Cantina di Re Carciofo", attualmente destinato alla demolizione e con la vicenda affidata ai legali, Tomatis ha precisato: "I tecnici comunali si sono occupati fin da subito della questione, fornendo indicazioni precise. Continueranno a farlo con la massima disponibilità verso i privati, ma sempre nel pieno rispetto delle normative e dei regolamenti vigenti".
Nel Ponente savonese, anche le politiche di riqualificazione urbana, dunque, rispecchiano lo storico campanilismo tra Comuni limitrofi, in competizione sul piano turistico e commerciale.