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Attualità | 28 dicembre 2023, 13:30

Sanac di Vado, lavoratori ancora senza cassa integrazione: "Non doveva succedere una cosa del genere"

Dito puntato di una settantina dei lavoratori e dei sindacati contro l'Inps. "I dipendenti hanno mutui, spese, non riescono a fare fronte a nulla"

Sanac di Vado, lavoratori ancora senza cassa integrazione: "Non doveva succedere una cosa del genere"

Ancora nessuna novità per i lavoratori di Sanac. La cassa integrazione non è ancora arrivata gettando nello sconforto, nella preoccupazione e nella rabbia i 70 dipendenti dell'azienda di Vado Ligure che produce refrattari già in difficoltà per un futuro incerto da anni.

L'Inps infatti avrebbe dovuto erogare la cassa prima delle festività natalizie ma tutto ciò non è avvenuto.

"Gli uffici risultano essere completamente vuoti e nessuno ci dà udienza. Se ne sono lavati le mani - ha detto Marco Giavina, rsu Sanac - L'azienda ha consegnato le documentazioni all'Inps il 4 dicembre. È una mancanza grave quella dell'Inps perché non abbiamo la cassa integrazione, i lavoratori hanno mutui, spese, non riescono a fare fronte a nulla. A settembre per altro avevamo ricevuto la cassa di agosto il 26 invece che i primi giorni del mese".

Nelle aziende di Massa Carrara, Gattinara e Grogatsu sono state pagate il 22 dicembre. Non è avvenuto lo stesso per i lavoratori dello stabilimento vadese.

"Ho provato a chiamare l'Inps ma non risponde nessuno. È vergognoso, tutte le altre Sanac le hanno avute. La gente è arrabbiata, depressa, già per la situazione e ora anche questo. Non doveva succedere una cosa del genere" ha continuato Corrado Calvanico, Femca Cisl.

Nel frattempo la vertenza Sanac non ha ancora trovato risposte. Lo scorso novembre gli amministratori straordinari, Piero Gnudi e Corrado Carrubba, avevano pubblicato la manifestazione d'interesse per provare nuovamente, dopo i primi tre bandi andati deserti, a vendere la società attiva nel settore dell'estrazione, la produzione e commercializzazione di materie prime e materiali refrattari.

I Commissari quindi avevano proceduto ad nuova preliminare valutazione dei soggetti allo stato interessati all’acquisto dei complessi aziendali di Sanac e hanno invitato chiunque sia interessato all’acquisto dei complessi aziendali che fanno capo alla società a presentare manifestazioni di interesse. Le manifestazioni di interesse a partecipare alla procedura dovranno essere inviate entro e non oltre il 10 gennaio del 2024.

ArcelorMittal Italia vinse nel 2019 il bando per l'acquisizione di Sanac senza tuttavia perfezionarne l'acquisizione, arrivando a lasciar scadere i termini di tre anni dopo i quali il processo è dovuto ripartire daccapo.

Nel 2022 così la struttura commissariale aveva dovuto rimettere in vendita l'azienda tramite una nuova manifestazione d'interesse andata deserta. Stessa sorte accaduta al terzo tentativo, quando per alcuni problemi di incompatibilità erano sfumate le ipotesi RHI e Dalmia.

L’aspetto che però aveva destato le maggiori perplessità e preoccupazione nei sindacati era stato il comportamento di Acciaierie d'Italia che ha scelto di non rifornirsi di materiale refrattario (acquistando all'estero) dalla Sanac da circa un anno, nonostante sia azienda partecipata dallo Stato attraverso Invitalia.

Dopo l'incontro di aprile con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i commissari, le organizzazioni sindacali e le amministrazioni locali, nel quale il Sottosegretario Fausta Bergamotto aveva specificato che il gruppo, formato da quattro unità produttive, tra cui proprio la fabbrica vadese, non deve essere spacchettato, i sindacati attendono ancora una nuova convocazione dal Dicastero. E lo scorso 20 ottobre erano scesi in piazza a Roma.

Luciano Parodi

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