Vogliamo provare a ricordare questo 2011 savonese con considerazioni di respiro planetario.
Il 2011: un anno in cui gli oceani stanno morendo, l'aria sta peggiorando, le foreste si stanno desertificando. Dai pesci alle piante, dalla fauna agli esseri umani, stanno e stiamo uccidendo il pianeta che ci sostiene, continuamente colpito da catastrofi naturali che lasciano milioni di persone senza casa e senza cibo, e lo stiamo facendo velocemente a causa del cambiamento climatico (stiamo raggiungendo velocemente il punto di non ritorno) dovuto alle emissioni di CO2, di cui le centrali a carbone sono le principali responsabili.
In questo contesto, nel frattempo, come ricorderemo il 2011 nella piccola Savona?
Piccole menti, senza scrupoli e senza visione di insieme e di futuro, sotto Natale approvano un aberrante progetto di ampliamento di una grande centrale a carbone in città, nonostante il Protocollo di Kyoto e le sanzioni dell’Unione Europea, nonostante le obiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, di tutte le associazioni mediche, di tutti i 18 Sindaci del territorio e della popolazione interessata.
Nonostante l’ampia letteratura scientifica mondiale sui danni del carbone sulla popolazione e i dati sulle migliaia di morti premature in più presenti tra la popolazione savonese.
A quegli amministratori responsabili di questo scellerato patto/tributo da loro firmato con il carbone e con la morte del pianeta (per CO2) e dei cittadini savonesi (per polveri sottili), un patto tanto caro ai marmisti per le lapidi, ai falegnami per le bare…
A quegli amministratori che stasera per festeggiare - in un botto solo - fine anno e ampliamento, faranno il trenino ubriachi con tanto di petardo fumante in mano e trombetta in bocca, ma che sfortunatamente in quest’anno non hanno trovato tempo e voglia di leggere gli allarmanti studi epidemiologici dell’Ordine dei Medici…
Ad essi vogliamo ricordare il 2011 con due recenti momenti emblematici della battaglia savonese contro il carbone, fatta di piccoli e grandi gesti:
- nell’ambito dell’iniziativa “Fabbriche Aperte 2011″ promosso dall’Unione Industriali di Savona, a diverse classi di giovani studenti (con contrasti tra alcuni genitori e insegnanti) è capitato di dover visitare la centrale a carbone Tirreno Power per poi stilare un tema su quanto visto (“test di valutazione sulle realtà osservate”).
Premio per il primo classificato: 100 euro, che suona quasi come un modo moderno per abituare già da piccoli i bambini alla connessione mentale: parole ammansite= premio in danaro. Un ammaestramento, o quasi.
Ha vinto una bambina, che però nel tema ha comunque scritto cose critiche sul carbone, che “è il passato e non il futuro” (e se ha vinto lei, non immaginiamo cosa possano aver scritto gli altri).
Sono stati versati i 100 euro sul conto della mamma.
La quale mamma, da sempre contro l’inquinamento della centrale a carbone (anche per i tanti familiari e parenti malati o morti per tumore), il giorno stesso ha versato le stesse 100 euro nel conto di Unitiperlasalute Onlus, la principale associazione che combatte contro il carbone. Contro Tirreno Power.
Un piccolo grande gesto di civiltà.
-Un mese e mezzo fa se ne é andato Claudio Gianetto, un uomo onesto, militante, sempre in lotta per gli ultimi. Un segretario di partito che non si è arricchito con la politica.
Insomma, un perdente ai loro occhi.
Un infarto in piena notte. L’infarto, male ineluttabile, si pensa, a chi tocca tocca. Invece no: l’infarto spesso male evitabile, sovente indotto da cause ambientali, e quindi con dei colpevoli.
Nomi e Cognomi.
Le patologie del cuore in base alle recenti acquisizioni sono forse le patologie più frequentemente causate dall’esposizione all’inquinamento, in particolare alle polveri sottili. Esse sono incrementate rispetto alla media regionale ligure sia fra i Maschi (+32% a Savona, +46% a Vado, +49 % a Quiliano) che fra le Femmine (+37% a Savona, +42% a Vado, + 57% a Quiliano).
Quindi, se in Liguria capitano due infarti, a Vado e Quiliano ne capitano tre.
Claudio Gianetto, dicevamo quindi, che si è battuto contro il carbone, e che nella manifestazione di piazza di qualche mese fa ha fatto il ‘Gufo’ parlando dei danni della centrale di Vado, e leggendo questa filastrocca:
I GUFI – filastrocca contro la Centrale
C’era una volta il camino sul tetto
col suo bel fumo senza sospetto.
Caldo, simpatico, patriarcale
scaldava senza fare alcun male.
Vennero poi le ciminiere,
con quelle immense chiome nere.
Alte, titaniche e un po’ inquietanti,
con quei gran fumi impressionanti.
La ciminiera dava lavoro
era una vera miniera d’oro.
Meglio non farsi troppe domande…
e per non farsela nelle mutande,
meglio ascoltare solo i padroni -
che ti parlavano di “fumi buoni” -
e non sentire gli ambientalisti,
quei gran fanatici terroristi.
“Qui non si brucian solo carboni:
qui ci giochiamo cuore e polmoni!”
Ma brutti gufi, portate jella!
Con la centrale, la vita è bella;
c’è lo stipendio a fine mese
possiam permetterci folli spese…
e poi a Natale c’è il panettone,
il cesto pieno di cose buone.
Cosa vorreste, brutta masnada?
Buttarci tutti in mezzo alla strada?
Passano gli anni, ne passan tanti
e per fortuna quei lestofanti
prendon pernacchie; gli fanno cori
(di scherno) sindaci ed assessori.
E si fan belle le ciminiere:
anche le nuvole son meno nere.
Han messo filtri che fan magie:
son le Migliori Tecnologie!
Sono isolati, ormai, i terroristi.
Restano un paio di giornalisti,
qualche ingegnere, qualche dottore…
ma sappiam bene di che tenore.
Medici pazzi, fuori di testa,
che cercan solo di alzar la testa
urlando favole e falsità
per mascherar la mediocrità.
E intanto svettano le ciminiere,
sempre più alte, sempre più fiere.
Ormai è dicembre, viene Natale,
la tredicesima sarà regale!
Pino e Giovanni non la vedranno.
Chissà se arrivano a capodanno.
Han preso il cancro, ma che disdetta,
certo fatale la sigaretta.
Claretta… no, lei non fumava.
A dodici anni non ci pensava.
Pura sfortuna, quindi, si evince,
quel suo tumore alla laringe.
Forse son stati i motorini.
Ormai li guidano anche i bambini…
ce ne son troppi, l’aria è inquinata,
forse anche l’acqua è avvelenata.
Ma la centrale non c’entra nulla!
Molti la vedono fin dalla culla
e mica tutti cascan bocconi:
forse la colpa è dei piccioni.
Ma sì: bestiacce, cibo avariato,
perfino il vino contaminato…
“…e la centrale“? Chi è il disgraziato?
Chi è quel cretino che ha parlato?
Qui la centrale fa il nostro bene!
Sai che puoi fartene del lichene?
Perfino l’ARPAL ci rassicura,
e voi volete farci paura!
Noi siam felici, stiamo benone:
non siam licheni, siamo persone!
Anche Claretta, Giovanni, Pino?
Eh… che vuoi farci, contro il destino.
Certo non c’entrano le ciminiere,
così svettanti e così fiere,
che portan soldi a tutti quanti
e fan felici i politicanti.
E adesso andate, su, siate buoni,
Gufi: levatevi dai coglioni
…e da gufo, coerentemente, qualche mese dopo ci ha lasciati.
L’infarto, magari per cause ambientali da polveri sottili.
L’uno su tre.
Ciao Claudio, sempre.